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	<title>Buzz&#38;m</title>
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	<description>Un uomo che non è passato attraverso l&#039;inferno delle sue passioni non le ha superate</description>
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		<title>La carne coltivata</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:14:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Era una cosa che mi chiedevo da un po&#8217;.  Se prima o poi si sarebbe arrivati a coltivare la carne. Ovvero far crescere in vitro cellule animali da destinare all&#8217;alimentazione umana. Sembra che la cosa sia ufficialmente avvenuta.  Qui molti articoli che ne parlano. Io non mangio carne da molti anni. Il motivo principale è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1737&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era una cosa che mi chiedevo da un po&#8217;.  Se prima o poi si sarebbe arrivati a <em>coltivare</em> la carne. Ovvero far crescere in vitro cellule animali da destinare all&#8217;alimentazione umana.</p>
<p>Sembra che la cosa sia ufficialmente avvenuta.  <a href="http://news.google.it/news/more?hl=it&amp;gl=it&amp;q=hamburger&amp;gs_sm=3&amp;gs_upl=1464l3165l0l3388l9l9l0l6l6l0l208l531l0.2.1l3l0&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;ncl=dAlrv9vBgCtsXFMZKbtag1kw7dHHM&amp;ei=v2pCT7mdPIbG8QOshamKCA&amp;sa=X&amp;oi=news_result&amp;ct=more-results&amp;resnum=1&amp;ved=0CDIQqgIwAA" target="_blank">Qui</a> molti articoli che ne parlano.</p>
<p>Io non mangio carne da molti anni. Il motivo principale è che cerco di non infliggere sofferenze ad altri esseri viventi, se mi è possibile.  Sono perfettamente consapevole che semplicemente nell&#8217;atto di lavarmi le <a href="http://www.lescienze.it/news/2008/11/05/news/l_ecologia_dei_batteri_delle_mani-577688/" target="_blank">mani</a> spazzo via milioni di batteri. Che il semplice fatto di esistere comporti il consumo e/o la distruzione di altre forme di vita.  Tuttavia ho arbitrariamente deciso che quanto maggiore è la complessità della forma di vita che mi trovo davanti tanto più alto deve essere il mio rispetto per essa, e la mia attenzione nel cercare di salvaguardarla. Fra le forme di vita ad alta complessità vi è senza dubbio l&#8217;essere umano, quindi anche me medesimo. Il mio sistema etico, per salvaguardare la mia esistenza, mi permetterebbe di uccidere animali complessi, se non fossi in condizione di poter scegliere differentemente.  Casualmente, vivendo in questa società opulenta, lo sono. Quindi posso permettermi la scelta etica di non uccidere a scopo alimentare animali posti molto in alto nella scala della complessità.</p>
<p>Oltre questa motivazione, sono convinto che il consumo di carne nelle società occidentali sia assolutamente sproporzionato. Solo sessanta anni fa, nel nostro paese tanto per fare un esempio, il consumo di carne (includendo insaccati e conservati vari) era un lusso che ci si poteva permettere, se benestanti, non più di un paio di volte alla settimana. Dal boom economico si arrivò a consumare carne anche due volte al giorno, in varie forme più o meno riconoscibili.</p>
<p>Questa sproporzione comporta diversi problemi per la nostra salute. Il nostro organismo non è fatto per utilizzare la carne in modo massiccio dal punto di vista alimentare.  Non mi dilungo, cercando in rete si trovano molte pubblicazioni che spiegano perchè. E&#8217; ovvio però che questa è un&#8217;argomentazione piuttosto debole, in senso assoluto. Infatti, anche il fumo, l&#8217;alcool, l&#8217;eccesso nel mangiare, la vita sedentaria, le attività ricreazionali pericolose, sono tutte cose che contribuiscono statisticamente ad accorciare la durata della nostra esistenza. E sono cose cui ci sottoponiamo volontariamente, perchè né traiamo una qualche gratificazione immediata. E allora ci si può perdere in un mare di argomentazioni sensate sulla incertezza della nostra vita, sul carpe diem eccetera. E poi sul fatto che molto altro, quello che respiriamo, l&#8217;ambiente in cui viviamo, comunque non dipendono da noi che in minima parte. E allora tanto vale non privarci di minimi piaceri, visto che comunque tale privazione non ci garantirebbe alcuna sicurezza.</p>
<p>Però questa sproporzione comporta anche problemi per l&#8217;ambiente in cui viviamo. Gli allevamenti di bestiame distruggono letteralmente il pianeta. E lo affamano anche, perchè l&#8217;allevamento di carne non è conveniente, dal punto di vista alimentare.</p>
<blockquote><p><em>Per allevare il miliardo e mezzo di capi bovini che oggi è destinato al consumo alimentare, si utilizzano migliaia di tonnellate di cereali e legumi che potrebbero essere utilizzati per l’alimentazione umana. Oggi, circa un terzo della raccolta mondiale di cereali è impiegata come mangime per bovini e altro bestiame d’allevamento, mentre circa un miliardo di esseri umani soffrono per la famee la denutrizione cronica.</em></p>
<p><em>E lo stesso accade per il consumo di acqua. Anche se il bestiame utilizza direttamente solo l’1,3% dell’acqua utilizzata in totale in agricoltura, si deve però considerare l’acqua utilizzata per produrre l’enorme quantità di cereali e soia che gli animali consumano. Risulta così che 1 Kg di manzo è stato prodotto impiegando ben 100.000 litri di acqua, cento volte la quantità che serve per produrre un kg di grano.</em></p></blockquote>
<p>Ma anche su questo si trova moltissimo, in rete. Quindi non mi dilungo ulteriormente, ché tanto, di esempi tangibili di incoerenza se ne trovano a bizzeffe. Gli ecologisti, come i moralisti, che tuonano contro gli altri e fanno tranquillamente eccezione per se stessi&#8230; li vendono a pochi centesimi al quintale.  Quindi non penso proprio che sia la mancanza di informazione, quella che tenga lontano la gente da scelte eticamente corrette per l&#8217;ambiente in cui vive. Semplicemente si preferisce non vedere ciò che non fa comodo vedere, perché comporterebbe un impegno di qualsiasi tipo.  Oppure, più semplicemente, si considera se stessi più importanti dell&#8217;altro da sé e ci si comporta di conseguenza, a meno che l&#8217;altro da sé non riesca a limitarti, in un modo o nell&#8217;altro.</p>
<p>Tutto sommato, quelli che se il problema non se lo pongono proprio vivono in un sistema coerente, anche se spesso a loro insaputa, al centro del quale sono essi stessi.</p>
<p>Quelli che cercano di vivere ispirandosi ad un sistema etico non del tutto egoistico, sono pochi. Quelli che ci riescono ancora meno. E le loro scelte, per quanto possano essere significative per se stessi, sono ininfluenti sul piano collettivo.</p>
<p>Quello che apporta significativi cambiamenti ai nostri modelli di vita non sono le scelte etiche. Sono le necessità economiche.</p>
<p>In questo pianeta, molto semplicemente, la specie umana non può più permettersi di allevare animali a scopo alimentare. L&#8217;aumento della popolazione mondiale pone problemi urgenti da risolvere in questo senso.</p>
<p>Se è possibile tecnicamente, diventerà presto conveniente economicamente la coltivazione della carne in vitro.  In alternativa ci sono gli insetti, ovviamente. E le alghe.</p>
<p>Sono certo che molti mangiatori di carne, che trovano del tutto naturale addentare una bistecca di manzo, senza pensare minimamente alla filiera che ha condotto quel pezzo di carne che loro conoscono da sempre nelle sue forme, colori, odori, sapori così distanti dall&#8217;essere vivente di cui è stato parte, diverranno consapevolmente schifati del processo aggregativo delle cellule nei brodi di coltura che sottende quell&#8217;hamburger di <em>carne coltivata</em> e lo rifiuteranno.</p>
<p>Il che mi pare singolare. Ma sono certo che sarà così.</p>
<p>Per quanto mi riguarda questa notizia mi fa piacere. Anche se ogni volta che la scienza apre scenari di questo tipo s&#8217;intravedono delle distorsioni possibili non di poco conto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robuz.wordpress.com/1737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robuz.wordpress.com/1737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robuz.wordpress.com/1737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robuz.wordpress.com/1737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robuz.wordpress.com/1737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robuz.wordpress.com/1737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robuz.wordpress.com/1737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robuz.wordpress.com/1737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robuz.wordpress.com/1737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robuz.wordpress.com/1737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robuz.wordpress.com/1737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robuz.wordpress.com/1737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robuz.wordpress.com/1737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robuz.wordpress.com/1737/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1737&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Onorevole e morale</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:23:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è niente da fare.  Per quanti sforzi possiamo fare per capire come funziona il mondo di quelli che stanno in cima alla piramide, loro stanno sempre avanti. Un passo&#8230; due&#8230; tre&#8230; chissà quanti. Indubbiamente, in questo meccanismo descritto nell&#8217;articolo seguente c&#8217;è della genialità. C&#8217;è la fredda bellezza che vediamo nei predatori come gli squali, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1731&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;è niente da fare.  Per quanti sforzi possiamo fare per capire come funziona il mondo di quelli che stanno in cima alla piramide, loro stanno sempre avanti. Un passo&#8230; due&#8230; tre&#8230; chissà quanti.</p>
<p>Indubbiamente, in questo meccanismo descritto nell&#8217;articolo seguente c&#8217;è della genialità. C&#8217;è la fredda bellezza che vediamo nei predatori come gli squali, affinati da milioni di anni di evoluzione.</p>
<p>Si resta senza molte parole, rendendoci conto del nemico con cui <em>noi</em> abbiamo a che fare.  <em>Noi</em>, intendo&#8230; quelli che hanno una concezione etica della propria esistenza. Che non lasciano i propri comportamenti in balia della legge del più forte, ma seguono anche dettami morali.</p>
<blockquote><p>Il lupo perde il pelo ma non il vizio: Deutsche Bank ha lanciato per al prima volta in Europa i death-bonds.</p>
<p>Questi sinistri derivati esistono da oltre un decennio in USA, ed approfittano delle persone in crisi economica per vecchiaia o per malattia. Novanta milioni di americani hanno un’assicurazione sulla vita; molti di loro non possono più permettersi di pagare i premi, oppure hanno bisogno di incassare il denaro in anticipo. A questo punto intervengono gli speculatori, che offrono agli assicurati in ristrettezze questo “accordo sulla vita” (life settlement): gli comprano le polizze vita per metà o meno del risarcimento atteso (tipicamente, 400 mila dollari per un milione), e poi pagano le rate del premio, aspettando la morte dell’assicurato. <strong>Più precoce è la morte, più alto il profitto. </strong></p>
<p>Non a caso i death bonds conobbero i primi successi negli anni ’80 coi malati di Aids, ridotti in miseria dalla malattia e bisognosi di incassare a qualunque costo: arrivarono gli avvoltoi ad offrire il life settlement, e ad incassare lucri altissimi dato che quei pazienti morivano rapidamente. Il migliorare delle terapie ha prosciugato questo “mercato” , insieme ad inchieste giudiziarie sulle pratiche abusive condotte dagli speculatori a danno dei pazienti disperati, conclusesi con condanne. Un’altra condanna giudiziaria ha colpito due “finanzieri” che avevano assicurato l’intera comunità di negri poveri di Los Angeles South Central, e poi rivendevano i prodotti impacchettati e cartolarizzati (esattamente come i derivati sui mutui sub-prime) promettendo profitti del 25%, col motivo che “i negri americani muoiono prima degli altri gruppi razziali” (già, chissà perchè…).</p>
<p>Tuttavia, questa speculazione sulla morte (e la miseria) non è mai cessata, anzi è cresciuta in America: i bond relativi danno interessi sicuri attorno all’8 per cento, perchè niente è sicuro come la morte. E sono venduti, impacchettati in titoli, ad hedge funds e a fondi pensioni.</p>
<p>E’ questo il motivo per cui Deutsche Bank, per prima in Europa, ha lanciato questo “prodotto finanziario”, che il business preferisce chiamare eufemisticamente “Life Settlement Backed Securities” (LSBS). La crisi economica che colpisce i detentori di polizze-vita, nonchè l’invecchiamento della popolazione e il fatto che si dovrà lavorare fino ai 70 per le nuove austerità pensionistiche, ciò che probabilmente ridurrà la longevità, apre rosee possibilità di profitto. E’ il derivato ideale per profittare delle ristrettezze delle famiglie e dei privati, indotte dalla recessione. Tanto pù che questi titoli derivati hanno il vantaggio di essere “uncorrelated assets”, ossia le loro performances non soffrono per gli alti e bassi degli altri mercati speculativi. I tassi di mortalità non dipendono dal rincaro delle commodities o dai corsi azionari, dopotutto. E in tempi di collasso della finanza speculativa, troppo interconnessa a livello globale, “uncorrelated assets” come questi hanno un alto valore nei portafogli.</p>
<p>E pensare che Josef Ackerman, il capo supremo della Deutsche Bank, solo pochi giorni aveva detto che la Deutsche Bank sente una speciale responsabilità di perseguire i suoi scopi economici “in modo onorevole e morale”.</p>
<p>„<em>Als Marktführer in Deutschland und eine der führenden Banken weltweit sehen wir uns in einer besonderen Verantwortung, (…) unsere ökonomischen Ziele auf ehrbare, das heißt moralisch vertretbare Weise zu erreichen“</em></p>
<p>Maurizio Blondet</p>
<p><a href="http://www.rischiocalcolato.it/2012/02/deutsche-bank-lancia-i-derivati-morte-maurizio-blondet.html" target="_blank">http://www.rischiocalcolato.it</a></p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robuz.wordpress.com/1731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robuz.wordpress.com/1731/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robuz.wordpress.com/1731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robuz.wordpress.com/1731/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robuz.wordpress.com/1731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robuz.wordpress.com/1731/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robuz.wordpress.com/1731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robuz.wordpress.com/1731/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robuz.wordpress.com/1731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robuz.wordpress.com/1731/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robuz.wordpress.com/1731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robuz.wordpress.com/1731/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robuz.wordpress.com/1731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robuz.wordpress.com/1731/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1731&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Così non va!</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 15:44:47 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Notizie e politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La sentenza di ieri sulla fabbrica Eternit che ha condannato i dirigenti a sedici anni e quella della Thyssen (anche lì 16 anni) è chiaro che può spaventare gli investitori stranieri. Mi chiedo come mai il Presidente della Repubblica, Napolitano, non levi il suo alto monito affinché queste sconsideratezze non abbiano a ripetersi, in un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1728&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sentenza di ieri sulla fabbrica Eternit che ha condannato i dirigenti a sedici anni e quella della Thyssen (anche lì 16 anni) è chiaro che può spaventare gli investitori stranieri.</p>
<p>Mi chiedo come mai il Presidente della Repubblica, Napolitano, non levi il suo alto monito affinché queste sconsideratezze non abbiano a ripetersi, in un momento così grave nella nostra storia, in cui si ha bisogno di rilanciare la ripresa economica.</p>
<p>La Confindustria certamente esprimerebbe il suo plauso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robuz.wordpress.com/1728/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robuz.wordpress.com/1728/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robuz.wordpress.com/1728/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robuz.wordpress.com/1728/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robuz.wordpress.com/1728/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robuz.wordpress.com/1728/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robuz.wordpress.com/1728/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robuz.wordpress.com/1728/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robuz.wordpress.com/1728/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robuz.wordpress.com/1728/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robuz.wordpress.com/1728/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robuz.wordpress.com/1728/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robuz.wordpress.com/1728/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robuz.wordpress.com/1728/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1728&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una delle prossime liberalizzazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 07:42:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[impoverimento]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie e politica]]></category>
		<category><![CDATA[tagli ai servizi]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; inevitabile, per due motivi, che l&#8217;articolo seguente rappresenti per noi italiani uno scenario profetico. Il primo motivo è che quello che è in USA sarà poi, in genere dopo una ventina d&#8217;anni, da noi. Il secondo è che i seguaci delle liberalizzazioni sono ormai al governo. Hanno carta bianca da quasi tutti gli schieramenti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1724&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; inevitabile, per due motivi, che l&#8217;articolo seguente rappresenti per noi italiani uno scenario profetico.</p>
<p>Il primo motivo è che quello che <em>è</em> in USA <em>sarà</em> poi, in genere dopo una ventina d&#8217;anni, da noi.</p>
<p>Il secondo è che i seguaci delle liberalizzazioni sono ormai al governo. Hanno carta bianca da quasi tutti gli schieramenti politici, <em>per salvare l&#8217;italia</em>. Hanno già iniziato il loro mandato e sono appoggiati, anzi spronati, dal presidente della repubblica, per il quale bisogna rimuovere ogni ostacolo agli investitori stranieri (discorso di questi giorni riferendosi alle norme che tutelano i lavoratori).</p>
<p>E&#8217; quindi inevitabile che, a poco a poco e con qualche strappo, vengano introdotte le norme che trasformeranno il servizio sanitario sull&#8217;orlo del collasso (ognuno purtroppo ha le sue esperienze personali, che lo hanno coinvolto direttamente oppure da più o meno vicino&#8230; inutile portare esempi: mi limito ad un <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=181338&amp;sez=HOME_ROMA" target="_blank">articolo di oggi</a>, in tema)  in qualcosa di molto peggio.</p>
<p>I media, come al solito, riusciranno a propalare la versione che la riforma sanitaria è per migliorare le cose. Che affidando ai privati avremo servizi più efficenti e meno costosi. Ci propineranno la solita favola del libero mercato autoregolantesi nel quale tutti i cittadini si troveranno al meglio.</p>
<p>La stessa cosa che ci hanno detto rispetto ai taxi e ai benzinai ultimamente. E precedentemente per un bel po&#8217; di altri servizi, che non hanno mai smesso di aumentare di prezzo e non sono migliorati per efficenza.</p>
<p>Per dire:  la normativa <strong>che ha liberalizzato in materia di locazione abitative </strong>(art.1 431/98), varata negli anni ’90, ha provocato un aumento vertiginoso dei canoni di affitto. Io me la ricordo la campagna trionfalistica per cui abolendo quello che si chiamava Equo Canone sarebbe stato molto più facile trovare una casa in affitto e il mercato si sarebbe regolato da solo, in forza della libera concorrenza. Di fatto, da quel momento in poi, gli affitti sono diventati più alti della rata di un mututo.</p>
<p>E le assicurazioni? C&#8217;è bisogno di riportare dei dati per ricordare quanto sono aumentate le tariffe assicurative dalla liberalizzazione?   E le autostrade?</p>
<blockquote>
<div>Il processo di liberalizzazioni-privatizzazioni iniziò in Italia nel 1992. La motivazione ufficiale che portò a questa fase di stravolgimento degli assetti proprietari dell’impresa pubblica nazionale fu quella dell’<strong>elevato debito pubblico </strong><strong>che andava ridotto</strong>. A ciò si aggiungeva e si legava, la questione di una<strong> maggiore “libertà” del mercato</strong>, con cui la preminente presenza pubblica in settori strategici e non, confliggeva.</div>
<div>La normativa di <strong>liberalizzazione in materia di commercio</strong> emanata durante gli anni ’90, ed in particolare l’<strong>eliminazione dei vincoli di distanza per l’apertura di attività commerciali</strong>, ha di fatto rappresentato la porta d’ingresso a poche <strong>grandi catene commerciali. </strong>Secondo il rapporto 2006 Unioncamere, nel triennio precedente, <strong>il fatturato del commercio per le piccole attività ha subito effetti negativi, mentre quello della grande distribuzione è stato positivo.</strong></div>
<div>&#8230;.</div>
<div>La propaganda demagogica per far accettare alla popolazione la nuova normativa di liberalizzazione era quella per cui <em>tutti dovevano avere il diritto di trovare sotto casa il negoziante di scarpe piuttosto che di giocattoli</em>. La normativa parlava di “una più capillare distribuzione dei prodotti sul territorio”. Come tutti sappiamo, invece, i prodotti hanno finito per concentrarsi in <strong>centri commerciali</strong> che hanno sostanzialmente preso il monopolio del mercato.</p>
<div><strong></strong>La teoria, che non ha trovato riscontro con la realtà è che, aumentando l’offerta, i prezzi inevitabilmente sono destinati a scendere. In teoria dovrebbe funzionare così, ma nella realtà dei fatti, vivendo in un mondo speculativo e senza regole, in cui non esiste la concorrenza pura, gli operatori più forti “mangiano” quelli più deboli. L’effetto a medio termine consiste, di fatto, in fenomeni di acquisizione da parte degli operatori più forti di quelli più piccoli, venendosi a creare <strong>oligopoli</strong> (e<strong> monopoli</strong> nei casi peggiori), che non fanno altro che diminuire la concorrenza e generare un incremento inevitabile dei prezzi. (da <a href="http://www.informarexresistere.fr/2012/01/24/le-scellerate-conseguenze-delle-liberalizzazioni/#axzz1mL2JjJt4" target="_blank">informare per resistere</a>)</div>
<div></div>
</div>
</blockquote>
<p>Lo stesso meccanismo lo vedremo, come ho scritto più volte, nei taxi o nei benzinai. A meno che non siano riusciti a contrattare degli annacquamenti alle manovre del governo.</p>
<p>Nel volgere di qualche anno i tassisti e i benzinai, intesi come imprese individuali, proprietari della propria attività e dei mezzi di produzione (l&#8217;auto e le pompe) scompariranno. Entreranno grossi gruppi con flotte auto e centinaia di punti vendita. Metteranno a fare il lavoro degli stipendiati. Che faranno turni massacranti e dormiranno in macchina (i tassisti). I prezzi per i cittadini non diminuiranno affatto. Anzi, aumentaranno e anche parecchio, perché i gruppi faranno cartello e in nome del libero mercato aumenteranno quanto gli è possibile.</p>
<p>Avete visto, i militari spalatori a pagamento, in questo periodo di emergenza neve? Beh non dite che non lo sapevate. Questo è quello che ci aspetta in tutti i settori.</p>
<p>Riporto questo articolo che partendo da un&#8217;esperienza personale, descrive il funzionamento della sanità negli USA.  Questo è il futuro prossimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Quando recentemente mi sono recato all’ospedale Alta Bates per un intervento chirurgico, ho scoperto che le procedure legali hanno la precedenza su quelle mediche. Ho dovuto firmare dichiarazioni intimidatorie su: assistenza finanziaria, assicurazione, responsabilità del paziente, consenso alla cura, uso di tecnologie elettroniche e simili.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Uno di questi documenti mi vincolava così: “<em>Il medico dell’ospedale è con questo autorizzato, a sua discrezione, a disporre di ogni membro, organo o altro tessuto rimosso dalla sua persona durante la procedura</em>.” Ogni membro? Ogni organo?</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Il giorno successivo sono ritornato per l’operazione. Al suono della musica di Frank Sinatra il chirurgo ha cominciato a sezionare diversi strati del mio addome allo scopo di trattenere i miei intestini con una rete permanente. Successivamente ho trascorso due ore nella sala post-operatoria. “<em>Mi sento come se avessi partecipato ad un combattimento con i coltelli</em>”, dissi a una infermiera, che mi spiegò: “<em>Si chiama chirurgia</em>”.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Quindi, ancora imbottito di anestetici e medicamenti, sono stato portato fuori in strada. In strada? Si, poche ore dopo l’intervento mi hanno mandato a casa. Nei paesi che hanno un servizio sanitario pubblico (mi sono detto), ci sarebbe stato in attesa un mezzo dotato di personale specializzato per aiutare il paziente a raggiungere il proprio domicilio.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Niente di tutto questo nell’America del libero mercato. L’accordo pre-operatorio specifica in neretto che si deve avere “<em>un conoscente adulto e responsabile</em>” (in contrapposizione a un estraneo adolescente e irresponsabile) incaricato di riaccompagnarvi a casa con un veicolo privato. Continuavo a pensare, cosa accade a quegli sfortunati che non hanno nessuno per impacchettarli via? Deperiscono all’infinito per le vie d’accesso all’ospedale finché il cattivo tempo non li fa fuori?</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Non è consentito chiamare un taxi. Se un taxi dovesse causare qualche danno, si potrebbe ritenere l’ospedale legalmente responsabile. Ripeto, è una faccenda di responsabilità e di avvocati, non di salute e dottori.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Uno dei due amici che mi ha condotto fino a casa se n’è poi andato in farmacia per comprare i potenti antibiotici che dovevo prendere ogni quattro ore per due giorni. A me non piace come gli antibiotici distruggano i “batteri buoni” che il nostro corpo produce e come contribuiscano a creare pericolosi ceppi di batteri super-resistenti. Continuavo a pensare a una scoperta recente: fare eccessivo affidamento sui farmaci uccide più americani di tutte le droghe messe insieme.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">E allora, perché devo prendere gli antibiotici? Perché, come tutti continuavano a dirmi, gli ospedali sono luoghi davvero pericolosi, infettati da stafilococchi e super-batteri. È una questione di autoprotezione.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Due giorni dopo l’intervento, ho notato un’area di colore rosso scuro nel basso ventre che segnalava un’emorragia interna. Teoricamente, avrei dovuto ricevere una telefonata di controllo da parte di un infermiere che si accertasse del mio decorso. Ma la telefonata non sarebbe mai arrivata, perché lo staff stava preparando uno sciopero. “<em>Non abbiamo alcun contratto</em>”, mi aveva detto uno di loro mentre mi trovavo nella sala post-operatoria. Così ora le infermiere sono in sciopero, e io da solo a fare congetture sulla mia emorragia interna. Che spasso.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Fortunatamente, non è andata così. Una infermiera mi ha chiamato nonostante lo sciopero. Sì, mi ha detto, si è trattato di un’emorragia interna, ma bisognava aspettarselo. Il mio chirurgo ha richiamato quello stesso giorno per confermarmelo. La morte non stava ancora bussando alla porta.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Alcuni giorni più tardi, si è verificato un esteso sciopero degli infermieri da una costa all’altra. Tra l’altro, gli infermieri lamentavano “<em>una mancanza di rispetto da parte della cultura ospedaliera corporativa che richiede sacrifici ai pazienti e a quelli che si prendono cura di loro, ma che paga i dirigenti milioni di dollari</em>” (<em>New York Times</em>, 16 Dicembre 2011). Era citato anche uno spietato negoziatore dell’amministrazione: “<em>I soldi li abbiamo. Quello che proprio ci manca è la volontà di darveli</em>.” (ibid.)</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Come per gli altri medici, sia il chirurgo che il mio medico di base (<em>GP, General Practitioner</em>) rappresentano le vittime e non i perpetratori dell’attuale sistema corporativo sanitario. Il mio <em>GP</em> mi ha spiegato che farsi pagare dalle compagnie assicurative, per i servizi ipoteticamente coperti, è una battaglia senza fine. Sentendosi sempre più come un addetto al recupero crediti piuttosto che un medico, il <em>GP</em> ha capito che era meglio non prendere più parte alle infinite discussioni telefoniche con le compagnie assicurative.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">In America ci sono 1.500 compagnie assicurative sanitarie, tutte freneticamente consacrate a massimizzare i profitti, aumentando i premi e bloccando i pagamenti. L’industria sanitaria è nel suo complesso l’affare più grosso e più redditizio della nazione, per un ammontare di circa un trilione di dollari.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Insieme alle smisurate compagnie assicurative e farmaceutiche, coloro che ne traggono il più elevato vantaggio sono le <em>Health Maintenance Organizations</em> (<em>HMOs</em>, Organizzazioni per la Salvaguardia della Salute Pubblica, ndt] rinomate per pretendere pagamenti esorbitanti a fronte di medici sottopagati e obbligati a trascorrere sempre meno tempo con ogni paziente, e qualche volta persino a negare le cure necessarie.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Io non ho un’assicurazione privata. E la mia <em>Medicare</em> [Assistenza Statale Medica per soggetti di età superiore ai 65 anni, ndt] almeno finora funziona. Come molti altri dottori, il mio <em>GP</em> non accetta più <em>Medicare</em>. Da diversi anni ormai, i pagamenti di <em>Medicare</em> ai medici generici sono rimasti relativamente invariati, mentre i costi della gestione amministrativa (staff, spazi, assicurazione) sono aumentati progressivamente. Così, i pazienti del mio <em>GP</em> ora devono pagare per intero ogni visita, una cosa non sempre semplice da realizzare.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Il nostro sistema sanitario riflette le nostre classi sociali. Alla base della piramide ci sono i poverissimi. Molti di loro soffrono per lunghe ore nelle sale del pronto soccorso per poi essere semplicemente allontanati con una prescrizione inutile o dannosa. Nessuna meraviglia se “<em>tra le nazioni industrializzate, gli Stati Uniti registrano il più alto numero di morti evitabili tra i pazienti in cura</em>“ (Healthcare-NOW!, 1° dicembre 2011).</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Troppo spesso i più poveri non ricevono cura alcuna. Semplicemente muoiono di una qualche malattia per la quale non possono permettersi una terapia. Un mio conoscente mi ha raccontato di come sua madre sia morta di AIDS perché non poteva permettersi i trattamenti che avrebbero potuto mantenerla in vita.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Una volta, a Houston, ho fatto conversazione con l’autista di una <em>limousine</em>, un giovane afroamericano, che mi spiegava di come entrambi i suoi genitori fossero morti di tumore senza mai avere ricevuto alcuna cura. “<em>Sono semplicemente morti</em>”, mi disse con un dolore nella voce che riesco ancora a ricordare.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Nella piramide sociale, proprio al di sopra della classe dei poveri, si trova l’assediata classe media che assiste all’estinguersi della copertura sanitaria mentre paga ingenti somme alle compagnie assicurative orientate al profitto. Io ho potuto effettuare l’intervento chirurgico all’Alta Bates soltanto perché sono abbastanza vecchio per avere la <em>Medicare</em> e ho a disposizione un reddito sufficiente per contribuire al cofinanziamento.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Per la mia operazione ambulatoriale, l’ospedale ha addebitato a <em>Medicare</em> 19.466 dollari. Di questi, <em> Medicare</em> ha pagato 2.527 dollari, mentre a me è stato presentato un conto di 644 dollari. Poi l’ospedale ammortizzerà il disavanzo risparmiando notevoli somme sulle tasse da versare (equivalenti a un tributo indiretto da parte di tutti i contribuenti). Se non avessi avuto la copertura <em>Medicare</em>, avrei dovuto versare l’intera somma di 19.466 dollari.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Sono stato informato dall’ospedale che la spesa di 19.466 dollari copre solo i costi dell’ospedale per l’attrezzatura, i tecnici, le forniture e la sala. Così, oltre ai 644 dollari, dovrò pagare per ogni medico, assistente e anestesista che ha fornito servizi addizionali. Sto aspettando l’altra tegola sulla testa.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Quanto guadagna il mio chirurgo? Non molto, tra i 400 e i 500 dollari in tutto, incluse le visite prima e dopo l’intervento e l’operazione stessa, un lavoro di estrema precisione che richiede competenze del più alto livello. Anche lui deve sostenere l’onere di un’assicurazione, di un ufficio, di un assistente e di un crescente carico burocratico.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Il mio chirurgo mi sottolineò: “<em>Se domanda alle persone quanto prendo per un’operazione come la sua, le risponderanno dai 4.000 ai 5.000 dollari, sbagliandosi in eccesso solo di uno zero</em>.” Mi fece poi notare che in un recente discorso il Presidente Obama aveva criticato un chirurgo per avere guadagnato 30.000 dollari nella sostituzione di una rotula. “<em>Al chirurgo spetta una frazione minima di quella somma</em>”, mi spiegò il dottore.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">A peggiorare le cose, la notizia che circola su un taglio del 27% ai rimborsi dell’assistenza <em>Medicare</em> per i medici generici. Se questo accadrà, sarà sempre più difficile trovare un chirurgo che accetti <em>Medicare</em>. E ancora peggio, le compagnie private di assicurazione parteciperanno alla spremitura dei medici per ottenere ulteriori profitti.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Ho potuto far fronte al mio pagamento (644 dollari), non soltanto perché la mia operazione è coperta in maniera consistente da <em>Medicare</em>, ma perché è stata eseguita in <em>day hospital</em>. Non so come me la sarei cavata se avessi dovuto sottopormi a un trattamento prolungato ed estremamente costoso.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">E tanti saluti alla vita della classe media. All’estremo più alto della piramide si colloca l’1% di quelli che non devono preoccuparsi di nulla di tutto ciò, i super ricchi che hanno denaro abbastanza per qualunque tipo di trattamento all’avanguardia nelle case di cura più raffinate del mondo con <em>suite</em> di lusso e menu ricercati.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Tra i privilegiati del settore sanitario ci sono i membri del Congresso e il presidente degli Stati Uniti. Non pagano nulla. Sono curati con trattamenti del più alto livello. Gradiscono, come dire, il sistema sanitario pubblico. Nessun legislatore conservatore è rimasto fedele ai propri principi di libero mercato, rifiutandosi di accettare questa cura medica finanziata col denaro pubblico.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">John Mackey, Amministratore Delegato di Whole Foods, ha allegramente annunciato che le spesa sanitaria non è tra i diritti umani; dovrebbe essere “<em>regolata dal mercato proprio come per il cibo e l’alloggio</em>”. Nessuno ha un’opinione di John Mackey più alta della mia, ritenendolo una sanguisuga antisindacale mossa dall’avidità. Nonostante ciò, gli accorderò il merito per avere ammesso candidamente la sua dedizione maniacale al profitto disumanizzato.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Il sistema sanitario degli Stati Uniti costa molte volte di più rispetto a quanto si spenda per i sistemi di assistenza pubblica, ma è tanto più scadente in termini di qualità della cura e trattamento. Che è poi il modo in cui intendeva essere. L’obbiettivo di ogni servizio a libero mercato – che si tratti di forniture, alloggio, trasporti, educazione o sanità – non è quello di massimizzare la prestazione, ma di massimizzare i profitti, spesso a discapito delle prestazioni.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:medium;">Se i profitti sono alti, allora il sistema funziona bene, per l’1%. Ma per il restante 99%, la brama di profitto è essa stessa il cuore del problema.</span></p>
<p>Di Michael Parenti, tratto dalla traduzione di <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=9866" target="_blank">comedonchisciotte</a></p></blockquote>
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		<title>La neve &#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:20:19 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Fateci caso: negli ultimi anni, ogni volta che c&#8217;è un evento meteorologico appena al di sopra della normalità, la situazione diventa drammatica. E a me sembra che ciò accada con una frequenza sempre maggiore. Sicuramente maggiore di qualche tempo fa. Sfiga? Questo è un paese dall&#8217;orografia complessa, indubbiamente. Alluvioni, frane, smottamenti ci sono sempre stati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1716&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fateci caso: negli ultimi anni, ogni volta che c&#8217;è un evento meteorologico appena al di sopra della normalità, la situazione diventa drammatica. E a me sembra che ciò accada con una frequenza sempre maggiore. Sicuramente maggiore di qualche tempo fa.</p>
<p>Sfiga?</p>
<p>Questo è un paese dall&#8217;orografia complessa, indubbiamente. Alluvioni, frane, smottamenti ci sono sempre stati e presumo ci saranno sempre, senza dar per questo la colpa a mutamenti climatici, al Nino, alla Nina, <em>al buco dell&#8217;azoto</em>&#8230;</p>
<p>C&#8217;è qualche altra cosa. Deve essere avvenuto qualcosa, negli ultimi lustri, che oltre a cambiare il tessuto sociale del paese, ha inciso profondamente anche nel funzionamento della macchina dello Stato.</p>
<p>Che non funziona.</p>
<p>Sia chiaro: io non sono di quelli che pretendono l&#8217;efficenza di Stoccolma o Oslo nelle città italiane dove nevica in questo modo una volta ogni 20 anni.</p>
<p>Però a distanza di una settimana ci sono ancora paesi isolati. Migliaia di utenze non alimentate. I treni non funzionano che in parte.</p>
<p>Sui giornali è infuriata la bufera delle polemiche fra Ale<em>d</em>anno e la Protezione Civile, ma nel frattempo di molti paesi alle porte di Roma o in Abruzzo, o in Ciociaria, o in Irpinia, in Molise&#8230; non si parla. Ogni tanto qualche voce che raggiunge i media nazionali, qualche grido d&#8217;aiuto, dimostra che siamo ancora in piena emergenza. Ma se ne sa poco o nulla.</p>
<p>Se cerchi qualcosa come una mappa dei paesi isolati, non trovi niente. Sui giornali se ne parla genericamente, ma è chiaro che non esiste un&#8217;autorità &#8211; lo Stato &#8211; che coordini i soccorsi e che fornisca informazioni. Niente di niente.</p>
<p>Come mai?</p>
<p>Nell&#8217;acquiescenza bovina dei partiti di questo scorcio della nostra storia politica, nessuno che chieda conto al Governo di fare il punto della situazione. Monti in partenza per gli USA si è limitato ad avvertire che venerdì nevicherà di nuovo.</p>
<p>Il fatto che intere comunità siano più o meno abbandonate a se stesse è ormai considerato assolutamente normale. Che i piccoli comuni debbano pagare con i loro inesistenti fondi le squadre di spalatori dell&#8217;esercito viene raccontato come una bizzarria ma poi velocemente digerita. Così è: fatevene una ragione.</p>
<p>Viviamo un&#8217;epoca in cui l&#8217;inammissibile viene fatto accettare come la normalità.</p>
<p>L&#8217;esercito italiano è pagato dagli italiani, con le loro tasse. Ma se interviene aiutando gli italiani, questi devono pagare.</p>
<p>Non ne sono certo, ma ho idea che il seme di questa assurdità sia contenuta in qualcosa che <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/44808/russa-venuta-un%E2%80%99idea-privatizzare/" target="_blank">nasce qui </a>.</p>
<p>Però ieri, è trapelata la notizia, relegata nelle pagine interne di qualche giornale, dell&#8217;acquisto dei primi 3 <a href="https://www.google.com/search?q=i+primi+tre+f35+starfighter&amp;btnG=Cerca+con+Google&amp;hl=it&amp;lr=lang_it#sclient=psy-ab&amp;hl=it&amp;lr=lang_it&amp;safe=off&amp;tbs=lr:lang_1it&amp;source=hp&amp;q=i+primi+tre+f35+&amp;pbx=1&amp;oq=i+primi+tre+f35+&amp;aq=f&amp;aqi=&amp;aql=&amp;gs_sm=3&amp;gs_upl=15307l15307l0l15926l1l1l0l0l0l0l109l109l0.1l1l0&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_cp.,cf.osb&amp;fp=3298347ab317deb2&amp;biw=1440&amp;bih=767" target="_blank">F35 Lightning</a> al costo unitario di 80 milioni di dollari.</p>
<p>Lo Stato ha fatto, negli ultimi ventanni, dei passi indietro da gigante. La parola d&#8217;ordine è stata <em>privatizzare</em>.  La parola liberismo ha avuto valenza altamente positiva, forse per la sua radice che l&#8217;assimila alla parola libertà. Per contro la parola statalismo e le sue declinazioni è diventata un insulto.</p>
<p>E&#8217; molto difficile per un non addetto ai lavori ricostruire l&#8217;iter legislativo che in questi due decenni ha lentamente ma inesorabilmente smantellato la macchina dello Stato. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. In modo drammatico non appena la situazione esce dalla normalità.</p>
<p>E&#8217; un paese in sfacelo, quello che emerge da questi quadri emergenziali, con uno Stato che è sempre più solo vessatorio, esattoriale.</p>
<p>Lo Stato italiano sembra funzionare egregiamente solo quando gli devi dei soldi.</p>
<p>La neve di questi giorni ha messo tristemente in evidenza, ancora una volta, questa realtà.</p>
<p><a href="http://robuz.files.wordpress.com/2012/02/p1010600_.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1717" title="P1010600_" src="http://robuz.files.wordpress.com/2012/02/p1010600_.jpg?w=581&#038;h=495" alt="" width="581" height="495" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robuz.wordpress.com/1716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robuz.wordpress.com/1716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robuz.wordpress.com/1716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robuz.wordpress.com/1716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robuz.wordpress.com/1716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robuz.wordpress.com/1716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robuz.wordpress.com/1716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robuz.wordpress.com/1716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robuz.wordpress.com/1716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robuz.wordpress.com/1716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robuz.wordpress.com/1716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robuz.wordpress.com/1716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robuz.wordpress.com/1716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robuz.wordpress.com/1716/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1716&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il gioco delle tre carte</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buzz</dc:creator>
				<category><![CDATA[chiusura spazi democratici]]></category>
		<category><![CDATA[impoverimento]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie e politica]]></category>
		<category><![CDATA[spoliazione]]></category>
		<category><![CDATA[tagli ai servizi]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia quando si usa il termine casta ci si riferisce ai politici. Io lo riferirei invece ad una zona della società ben più estesa, formata sì dai politici che siedono in parlamento, in regione, nelle province e in buona parte dei comuni o anche nei municipi delle grosse città, ma anche da dirigenti di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1712&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia quando si usa il termine casta ci si riferisce ai politici.</p>
<p>Io lo riferirei invece ad una zona della società ben più estesa, formata sì dai politici che siedono in parlamento, in regione, nelle province e in buona parte dei comuni o anche nei municipi delle grosse città, ma anche da dirigenti di uffici ed enti pubblici, manager di stato e privati, banchieri, finanzieri, grossi imprenditori, magistrati, alte cariche dello stato, editori, giornalisti, militari, sindacalisti, <em>vip</em>s di varia estrazione culturale&#8230;.  in una parola: la classe dirigente di questo paese.</p>
<p>Se ci fate caso, ogni giorno emergono prove di questo intreccio inestricabile di interessi. Cito a memoria solo nell&#8217;ultimo periodo: la case della SIAE in zone di Roma di pregio, con valori di 500.000 euro vendute a 60.000 a questo o quel dirigente, amico di amici, caparre di 500 euro, con mutui quarantennali concessi a ottuagenuari; o affitti non pagati per anni&#8230; ; il vicepresidente di equitalia (Mastrapasqua, con stipendio lordo intorno aui 450.000 euro) che è anche dirigente INPS e di altre innumerevoli cariche pubbliche e private; il palazzo comprato da un senatore Pdl e rivenduto all&#8217;INPDAP nel giro di alcune ore con guadagno (mi pare) di 16 milioni di euro; il caso del tesoriere della margherita che se n&#8217;è fregati 13, di milioni di euro.</p>
<p>Le notizie girano spesso attorno alla gestione di fondi pubblici. Spesso si tratta di enti previdenziali. E poi di che ci si meraviglia se la prima cosa su cui ha messo mano questo governo è stata la riforma delle pensioni?</p>
<p>Le notizie emergono ogni giorno e di questo ci si dovrebbe rallegrare, nel senso che ovviamente sarebbe meglio se questi fatti non accadessero, ma se accadono, il fatto che si sappia è indice di una volontà di fare pulizia. O no? O forse quello che emerge è solo la schiuma. Forse è solo il risultato dei reciproci sputtanamenti di una casta che è compatta nel difendere i propri interessi ma fino ad un certo punto, dal momento in cui è divisa in sottocaste che si combattono fra loro per affermarsi a scapito delle altre.</p>
<p>Sono sempre più convinto che la situazione sia insanabile.</p>
<p>La casta possiede, perché è essa stessa, i mezzi d&#8217;informazione, la magistratura, le polizie, i partiti, i sindacati. Sono tutti quelli che hanno accumulato potere e privilegi negli ultimi decenni, spesso tramandati in famiglia, e non intendono mollarli. Anzi, in questa fase in cui sembra che tutto stia arrivando alla fine, diventano ancora più arroganti e sfacciati, per arraffare il più possibile quello che è rimasto.</p>
<p>E questo meccanismo di acchiappa acchiappa vale a tutti i livelli.</p>
<p>Questa casta, quanti saranno, il 3-5% del paese? possiedono già gran parte delle ricchezze, ma sanno che ancora è possibile spremere. Dicono che le famiglie italiane sono poco indebitate, che hanno un grande risparmio. Hanno case, terra, risorse. La casta vuole metterci le mani sopra.ù</p>
<p>Guardate quanto parlano di tasse, questo periodo. Martellano un giorno sì e l&#8217;altro pure contro l&#8217;evasione.</p>
<p>Certo che l&#8217;evasione esiste. Ma esiste anche una pressione fiscale che è insostenibile per le piccole imprese. La realtà è che o evadi parte delle tasse o chiudi.</p>
<p>Se rivolgessero questo sempre più potente meccanismo di esazione che è equitalia agenzia delle entrate e quant&#8217;altro quantomeno ANCHE, verso la macchina dello stato, verso tutti coloro che in un modo o nell&#8217;altro amministrano fondi pubblici, forse non ci sarebbe bisogno di una pressione fiscale così alta. E forse pagare la pletora di tasse e balzelli e imposizioni varie non sarebbe così impossibile, per le imprese.</p>
<p>Ma la direzione in cui si muove la casta, per mano dei politici, è esattamente opposta. Il problema è trasferire questa ricchezza residua dal 90% del paese al 10% di esso. Quindi:</p>
<p>- Spremere risorse il più possibile attraverso le esazioni fiscali.</p>
<p>- Redistribuire queste risorse in opere più o meno utili in modo che tutta la catena di comando e controllo del paese ne tragga beneficio.</p>
<p>Servono soldi per fare la TAV, li tira fuori lo stato, che li prende dai cittadini tutti. Ci guadagneranno i cittadini tutti, la collettività? Nemmeno per sogno. E&#8217; un&#8217;opera che è dimostrato è sostanzialmente inutile. Alcuni cittadini, quelli che vivono dove l&#8217;opera sarà realizzata, ci rimetteranno in termini di qualità della vita e durata della stessa. Altri cittadini, si arricchiranno. Questi ultimi saranno pochi, pochissimi, in confronto alla maggior parte del paese. Saranno funzionari e dirigenti, grosse imprese, banche, politici, sindacalisti gialli. Chi più chi meno a spartirsi la torta.</p>
<p>E così purtroppo per ogni altra operazione che mettono in piedi.</p>
<p>C&#8217;è sempre un tornaconto da qualche parte per qualcuno. Non fanno niente che non sia utile a qualcuno di loro, in modo che porti denaro, che sarà ripagato con favori che porteranno altro denaro.</p>
<p>Come <a href="http://robuz.wordpress.com/2012/01/10/liberalizzazioni/" target="_blank">scrivevo</a> alcuni giorni fa sulle liberalizzazioni, relativamente al casino sui tassisti: &#8220;Si parlerà solo di questo. Nel frattempo faranno qualche giochetto ben più importante su Energia, Acqua e chissà che altro.&#8221;</p>
<p>Un esempio?</p>
<p>dal <a href="http://crisis.blogosfere.it/2012/01/liberalizzazioni-clamoroso-art44-arrivano-le-carceri-private.html" target="_blank">blog</a> di Debora Billi:</p>
<blockquote><p>Mentre eravamo tutti intenti a preoccuparci di tassisti, crociere e forconi, guarda guarda cosa ti infilano nel decreto &#8220;<a href="http://economiaefinanza.blogosfere.it/2012/01/decreto-liberalizzazioni-tutte-le-info-dai-taxi-alle-farmacie-ecco-cosa-cambia.html" target="_blank">liberalizzazioni</a>&#8221; i nostri amici seduti al governo. Una ventina di righe all&#8217;<strong>articolo 44 </strong><em>(Update: dopo l&#8217;approvazione l&#8217;articolo è ora il <a href="http://www.leggioggi.it/allegati/decreto-legge-24-gennaio-2012-n-1-disposizioni-urgenti-per-la-concorrenza-lo-sviluppo-delle-infrastrutture-e-la-competitivita/">#43</a>),</em> mica niente di che, che ancora nessuno ha letto e di cui nessun giornale ha fatto ancora parola.</p>
<p>Il provvedimento si chiama <strong><em>Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie</em></strong>, ed in sintesi realizza un sogno da tempo coltivato: quello di <strong>affidare le carceri ai privati</strong>. Si sa, le carceri son piene, mica vorremo un <a href="http://www.blogo.it/news/politica/zoom/pronte-le-misure-svuota-carceri/" target="_blank">indulto</a> al giorno con tutti i delinquenti che ci sono oggidì.</p>
<p>Leggetelo, <a href="https://docs.google.com/viewer?url=http%3A%2F%2Fmedia2.corriere.it%2Fcorriere%2Fcontent%2F2012%2Fpdf%2Fliberalizzazioni.pdf" target="_blank">lo trovate qui</a>.</p>
<p>Non solo si permette ai privati costruire le carceri, ma si scrive nero su bianco che</p>
<p><em>al fine di assicurare il perseguimento dell&#8217;equilibrio economico-finanziario dell&#8217;investimento, al concessionario è riconosciuta, a titolo di prezzo, <strong>una tariffa per la gestione dell&#8217;infrastruttura</strong> e per i servizi connessi, ad esclusione della custodia.</em></p>
<p>Questo significa che la gestione carceraria, escluse le guardie, è affidata a privati imprenditori. Riuscite ad immaginare cosa significa ciò in Italia, con <strong>infiltrazioni mafiose</strong> a tutti i livelli ed in special modo nell&#8217;edilizia? Che<strong> le carceri saranno gestite dai delinquenti</strong>. Quelli di serie A, naturalmente, perché quelli di serie B saranno il &#8220;prodotto&#8221;, ovvero <strong>coloro su cui si farà business</strong>. Un tot a carcerato. E il carcere, naturalmente, dovrà essere sempre pieno altrimenti non conviene: non buttate più cartacce per terra, mi raccomando.</p>
<p>C&#8217;è dell&#8217;altro:<em> Il concessionario nella propria offerta <strong>deve prevedere che le fondazioni di origine bancaria</strong> contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1, con il finanziamento di almeno il 20 per cento del costo di investimento.</em></p>
<p>In soldoni, è fatto obbligo di <strong>far partecipare le banche alla spartizione della torta</strong>. Torta di denaro pubblico, perché è <strong>sempre lo Stato che paga</strong>. A meno che non si voglia far lavorare a gratis i detenuti, in concorrenza con le aziende, e con il compenso intascato dall&#8217;&#8221;imprenditore carcerario&#8221;. Funziona così, in <a href="http://www.economist.com/blogs/democracyinamerica/2011/06/americas-prisons" target="_blank">USA</a>. Siamo fiduciosi che, nel decreto &#8220;privatizzazioni&#8221;, si privatizzerà anche il lavoro schiavo dei carcerati.</p>
<p>Io credo che <strong>un provvedimento del genere avrebbe meritato un dibattito pubblico</strong> in un &#8220;Paese normale&#8221;. Che una simile cessione di democrazia, di controllo e di libertà da parte dello Stato dovrebbe essere ben conosciuta dai cittadini e dall&#8217;opinione pubblica, e non <strong>infilata di soppiatto</strong> tra gli articoli mentre il gregge è distratto a pensare ai taxi.</p></blockquote>
<p>Poco da aggiungere, al commento di Debora Billi sull&#8217;argomento carceri.</p>
<p>Attendiamo con fiducia altre chicche di questo genere inserite nel decreto liberalizzazioni, dietro al fumo delle proteste, direi provocare ad arte, dei tassisti.</p>
<p>Come dicevo: penso che la situazione sia troppo compromessa per poter migliorare. Se, per assurdo, venisse sostituita in immaginarie elezioni democratiche l&#8217;intera classe politica, non potrebbe essere sostituita la classe dirigente di questo paese. La casta non è amovibile. E&#8217; incistata e ramificata al punto da non poter essere estirpata, probabilmente nemmeno da una  <em>rivoluzione</em>.  Ne resterebbe una parte e si riprodurrebbe.</p>
<p>A noi che ne siamo fuori non resta che chiaccherare, ché tanto fastidio non diamo.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>ma schiattassi&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buzz</dc:creator>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni diverse volte ho aperto questa pagina &#8220;add new post&#8221;  per scrivere qualcosa, poi ho desistito. Oltre la mera indignazione quel che avrei potuto scrivere non avrebbe espresso. Avrei potuto aggiungere insulti e auguri di accidenti e nefandezze, ma da tempo ho raggiunto la consapevolezza che non servono a niente. Purtroppo. Ché se [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1702&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni diverse volte ho aperto questa pagina &#8220;add new post&#8221;  per scrivere qualcosa, poi ho desistito. Oltre la mera indignazione quel che avrei potuto scrivere non avrebbe espresso.</p>
<p>Avrei potuto aggiungere insulti e auguri di accidenti e nefandezze, ma da tempo ho raggiunto la consapevolezza che non servono a niente. Purtroppo. Ché se le macumbe sortissero qualche effetto oggi in Italia ci sarebbe una moria di personaggi alla ribalta delle cronache. E invece sono tutti lì, a fare i porci comodi loro, come se niente fosse. Ogni giorno ne senti di ogni.</p>
<p>Questa mattina però, leggendo questo <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/Risorse/Stop-a-campagne-contro-carne-e-pellicce-per-difendere-il-Made-in-Italy_312929951103.html" target="_blank">articolo</a>, mi tocca dire qualcosa.</p>
<blockquote>
<h1>Stop a campagne contro carne e pellicce per difendere il Made in Italy</h1>
<p>Roma, 2 feb. (Adnkronos) &#8211; Decine di milioni di italiani si vestono e si nutrono di prodotti di origine animale, altri milioni di persone ricavano il loro reddito da attività fondate sull&#8217;allevamento. Parte da queste considerazioni lo spunto del convegno dal titolo provocatorio &#8220;Viene prima l&#8217;uomo o la gallina?&#8221;, organizzato da Carlo Giovanardi (Pdl) alla Camera al quale hanno partecipato ieri tante soggetti diversi per testimoniare l&#8217;importanza delle proteine animali nell&#8217;alimentazione umana e non ultimo, il valore economico della filiera zootecnica, anche per altri comparti come la moda, e quindi la produzione di pellicce, la farmaceutica, il settore mangimistico e chimico&#8230;. (continua &#8230;.)</p></blockquote>
<p>Dunque, questo Giovanardi, io ogni volta che l&#8217;ho sentito parlare ho pensato che mi faceva schifo. Ricordo il suo nome in occasione di commenti sull&#8217;<a href="https://www.google.com/search?q=giovanardi+sull%27omosessualit%E0&amp;btnG=Cerca+con+Google&amp;hl=it&amp;lr=lang_it" target="_blank">omosessualità</a>, per la legge sulla droga (la fini-giovanardi appunto), per affermazioni sull&#8217;<a href="https://www.google.com/search?sclient=psy-ab&amp;hl=it&amp;lr=lang_it&amp;safe=off&amp;tbs=lr%3Alang_1it&amp;source=hp&amp;q=giovanardi+sulla+droga&amp;oq=giovanardi+sulla+droga&amp;aq=f&amp;aqi=&amp;aql=&amp;gs_sm=e&amp;gs_upl=51696l52894l0l53051l7l6l0l0l0l0l0l0ll0l0#sclient=psy-ab&amp;hl=it&amp;lr=lang_it&amp;safe=off&amp;biw=1440&amp;bih=767&amp;tbs=lr:lang_1it&amp;source=hp&amp;q=giovanardi+sull%27eutanasia&amp;pbx=1&amp;oq=giovanardi+sull%27eutanasia&amp;aq=f&amp;aqi=&amp;aql=&amp;gs_sm=e&amp;gs_upl=88911l91608l0l92392l10l9l0l0l0l0l1303l3027l5-1.0.2l3l0&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_cp.,cf.osb&amp;fp=319dd35064be9f45" target="_blank">eutanasia</a>, sui <a href="https://www.google.com/search?sclient=psy-ab&amp;hl=it&amp;lr=lang_it&amp;safe=off&amp;tbs=lr%3Alang_1it&amp;source=hp&amp;q=giovanardi+sulla+droga&amp;oq=giovanardi+sulla+droga&amp;aq=f&amp;aqi=&amp;aql=&amp;gs_sm=e&amp;gs_upl=51696l52894l0l53051l7l6l0l0l0l0l0l0ll0l0#sclient=psy-ab&amp;hl=it&amp;lr=lang_it&amp;safe=off&amp;tbs=lr:lang_1it&amp;source=hp&amp;q=giovanardi+sui+pacs&amp;pbx=1&amp;oq=giovanardi+sui+pacs&amp;aq=f&amp;aqi=q-w2&amp;aql=&amp;gs_sm=e&amp;gs_upl=69163l70212l2l70564l6l6l0l0l0l0l508l2336l4-4.1l6l0&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_cp.,cf.osb&amp;fp=319dd35064be9f45&amp;biw=1440&amp;bih=767" target="_blank">pacs</a>&#8230; ultimamente me lo ricordo impegnato alla radio in un singolare equilibrismo dialettico teso a dimostrare l&#8217;immoralità degli attacchi a Berlusconi relativamente ai fatti del bunga-bunga, nipoti di mubarak e quant&#8217;altro sui generis.</p>
<p>Devo dargli atto di coerenza. Mai che costui dica o faccia una cosa che mi risulti indifferente. Riesce, probabilmente per il semplice fatto di esistere e di manifestarsi, a far sorgere in me spontaneo l&#8217;insulto, minimo sostitutivo di un&#8217;irrefrenabile voglia di mollare una scarica di calci in culo a qualcuno.</p>
<p>Ora ha organizzato questo convegno fra i suoi sodali alla Camera, interpretando i desideri di varie lobbies che si sentono aggredite dalle campagne animaliste.</p>
<p>Io, smentendo l&#8217;insigne nutrizionista pronto a dichiarare qualsiasi cosa al servizio del miglior offerente evidentemente, non mangio carne da 23 anni. Ho fatto nel frattempo sport a livello agonistico e lo pratico tutt&#8217;ora con meno accanimento, ma questo non per motivi legati all&#8217;alimentazione, quanto all&#8217;inesorabile trascorrere del tempo. Ma non è questo il punto.</p>
<p>Il punto è come viene presentata la cosa.</p>
<p>Sappiamo perfettamente che le campagne animaliste vanno principalmente contro le pellicce e la vivisezione. Non ci sono campagne contro gli allevamenti intensivi. Anche se ovviamente chiunque abbia un minimo di coscienza ecologica (e alimentare) non può che auspicare caldamente una forte diminuizione del consumo di carni.</p>
<p>Dire  &#8220;Decine di milioni di italiani si vestono e si nutrono di prodotti di origine animale, altri milioni di persone ricavano il loro reddito da attività fondate sull&#8217;allevamento &#8221; è affermare un dato di fatto incontestabile.  Scarpe, cinture, borse, giubbotti&#8230; tutte cose fatte con pellame, che indossiamo praticamente tutti&#8230; e dire che si consumi carne a scopo alimentare non è certamente un&#8217;affermazione sorprendente.</p>
<p>Il cuoio tuttavia è ricavato dalla pelle dei bovini, o degli ovini, in massima parte. Cioè animali che si mangiano e di cui si utilizza anche la pelle.</p>
<p>Ma sarebbe una battaglia senza speranza, attualmente, quella etica/ecologica contro gli allevamenti intensivi di animali a scopo alimentare.  Sono certo che verà un giorno in cui l&#8217;idea di mangiare carne animale farà ribrezzo, ma quel tempo è lungi da venire.  Oggi l&#8217;argomento riguarda più la coscienza individuale che collettiva.  E anche se la maggior parte della pelle che viene utilizzata per l&#8217;abbigliamento potrebbe essere facilmente sostituita da materiali sintetici non ha molto senso condurre campagne in questa direzione. Le pelli sono ricavate da animali che vengono uccisi per l&#8217;alimentazione. Sono per così dire un sottoprodotto.</p>
<p>Ma le campagne animaliste non toccano questi argomenti. Sono dirette invece contro l&#8217;uso delle pellicce, quindi degli allevamenti degli animali da pelliccia. Animali che vengono uccisi solo ed esclusivamente per utilizzare la loro pelle a scopo edonistico.</p>
<p>E non credo proprio che siano decine di milioni gli italiani che amano indossare questi capi ricavati da volpi, visoni, castori, martore, cincillà, zibellini, marmotte, lupi e quant&#8217;altro.  Quantomeno perché non possono permetterselo.</p>
<p>Le campagne animaliste vanno altresì contro la vivisezione. Che è tutt&#8217;altra questione.</p>
<p>Mettere tutti gli argomenti nello stesso calderone è concettualmente subdolo e disonesto.</p>
<p>Quali interessi difendono quindi i giovanardi? Quelli in particolare dell&#8217;industria della moda e quella farmaceutica. Per non sporcarsi troppo le mani di sengue con questi argomenti però, buttano avanti in generale il consumo di carne e l&#8217;uso di suppellettili di derivazione animali. In modo che passi una sorta di sillogismo: se è giusto consumare carne e indossare scarpe di pelle, perché non dovrebbe essere giusto mettersi una bella pelliccia di visone? Se è giusto ammazzare vacche, maiali e pecore per succulenti pranzetti, perché non dovrà essere giusto ammazzare qualche cane, gatto, scimmia per il nobile scopo di salvaguardare la salute umana tramite la ricerca farmacologica?</p>
<p>I giovanardi ci dicono che &#8220;pur nel pieno rispetto della sanità degli animali non bisogna privilegiare gli animali rispetto agli uomini perché da ciò può dipendere la possibilità o meno di uno sviluppo economico&#8221;.</p>
<p>Che vuol dire &#8220;rispetto della sanità degli animali&#8221;?  Che ipocrisia. Scomodano anche un ordinario di teologia per ribadire il concetto tanto caro alla morale cristiana che gli animali sono stati creati ad uso e servizio dell&#8217;Uomo. Anche per la vanità dell&#8217;Uomo, caro monsignore ordinario di teologia? La risposta che ci dà l&#8217;insigne studioso di morale è: si certo, se la vanità porta<strong> sviluppo.</strong> E quindi in ultima analisi benessere all&#8217;uomo.<strong><br />
</strong></p>
<p>Non me ne frega niente delle contraddizioni insite nella chiesa cattolica. Sono agnostico e le loro problematiche mi lasciano totalmente indifferente. Tuttavia non posso fare a meno di notare l&#8217;incongruenza. La chiesa non ha mai brillato per la pietas nei confronti degli animali, e neanche verso uomini di diversa fede, in verità. Tuttavia per farsi paladina delle pellicce sono necessari bei salti mortali ideologici. In questo modo tutto è giustificabile. E in effetti, nella Storia, <em>tutto</em> la chiesa è riuscita a giustificare, per il proprio tornaconto.</p>
<p>Infatti la chiesa, per bocca del suo studioso di teologia, viene incontro all&#8217;amico giovanardi, che tanto si batte sui temi cari alla morale vaticana: le famiglie, l&#8217;omosessualità, la contraccezione, l&#8217;aborto, l&#8217;eutanasia.<strong><br />
</strong></p>
<p>Dopodiché il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Calabrese_%28medico%29" target="_blank"><em>nutrizionista di servizio</em></a> (dell&#8217;Università Cattolica, ma guarda un po&#8217; quando si dice la coincidenza&#8230;) ti spara un&#8217;infelice metafora: &#8220;La carne contiene delle proteine nobili che sono i vagoni più importanti di un ipotetico treno ad alta velocità&#8230;&#8221;.</p>
<p>Ma forse in effetti, contro le stesse intenzioni del relatore, la metafora non è così infelice. Incentivare il consumo di carne oggi è proprio un concetto simile a quello di difendere l&#8217;alta velocità. Uno <strong>sviluppo</strong> che porta debiti, danni ambientali, problematiche per la salute.</p>
<p>E&#8217; un dato ormai accertato infatti, l&#8217;enorme impatto ambientale provocato dagli allevamenti intensivi. E&#8217; un problema globale che dovrà essere affrontato quanto prima dalla specie umana se vuole sopravvivere in questo ecosistema.</p>
<p>Sono anche assodati ormai i danni alla salute provocati dal consumo di carne.</p>
<p>Non faccio un discorso etico. Come dicevo non mangio carne dal 1989, ma non ho mai fatto prediche ai miei amici mangiatori di carne. Penso che ognuno abbia tutti gli elementi per decidere, se l&#8217;argomento gli preme. Se qualcuno ha voluto parlare della mia scelta, dei motivi etici, biologici, ecologici, nutrizionali&#8230; l&#8217;ho fatto, lo faccio. Ma non cerco di far proseliti, non mi interessa. Ho cresciuto mia figlia mangiando anche carne. Le ho parlato della mia scelta.  Quello che farà lo deciderà lei.</p>
<p>Quindi non mi metterò ad elencare tutti i motivi per cui un nutrizionista serio e in buonafede dovrebbe, nella società italiana oggi, dare indicazioni per moderare il consumo di carne e non al contrario esaltarlo.</p>
<p>Non mi metterò nemmeno ad elencare i motivi per cui a livello globale il consumo smodato di carne nelle società opulente oltre a provocare gravissimi danni all&#8217;ecosistema sia uno dei motivi delle carenze alimentari nel resto del mondo.</p>
<p>A chi interessa l&#8217;argomento se lo cerchi. In rete si trova tutto.</p>
<p>Però che il giovanardi e i suoi compari possano permettersi di dire cazzate per favorire qualche amichetto che gli verserà suppongo laute prebende, buttando tutto nel calderone, moda e farmaceutica, nutrizione e sviluppo&#8230; mi fa oltremodo irritare il sederino. E&#8217; una vera e propria mistificazione. Si fanno forti del consumo di carne a scopo alimentare, tralasciando volutamente (in questo sono assolutamente disonesti per omissione) tutti gli elementi a sfavore che ne consiglierebbero caldamente quantomeno moderazione nel consumo, per supportare poi, quasi senza nominarle, altre attività molto meno difendibili, quali l&#8217;allevamento di animali da pelliccia e la vivisezione.</p>
<p>Non arrivano, ma se mai arrivassero, le mie maledizioni, godrei come un riccio.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robuz.wordpress.com/1702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robuz.wordpress.com/1702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robuz.wordpress.com/1702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robuz.wordpress.com/1702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robuz.wordpress.com/1702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robuz.wordpress.com/1702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robuz.wordpress.com/1702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robuz.wordpress.com/1702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robuz.wordpress.com/1702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robuz.wordpress.com/1702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robuz.wordpress.com/1702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robuz.wordpress.com/1702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robuz.wordpress.com/1702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robuz.wordpress.com/1702/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1702&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 12:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buzz</dc:creator>
				<category><![CDATA[chiusura spazi democratici]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie e politica]]></category>

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		<description><![CDATA[copio e incollo: VALLE DI SUSA &#8211; Ieri mattina all&#8217;alba hanno arrestato Guido Fissore, un mio amico di Villarfocchiardo (Valle di Susa), dove è anche consigliere comunale. Guido è alto, qui tutti in valle lo conoscono come un bell&#8217;uomo sempre sorridente e pacato, che non dimostra i suoi 67 anni. Lui è uno dei No [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1698&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>copio e incollo:</p>
<blockquote><p>VALLE DI SUSA &#8211; Ieri mattina all&#8217;alba hanno arrestato Guido Fissore, un mio amico di Villarfocchiardo (Valle di Susa), dove è anche consigliere comunale. Guido è alto, qui tutti in valle lo conoscono come un bell&#8217;uomo sempre sorridente e pacato, che non dimostra i suoi 67 anni. Lui è uno dei No Tav più conosciuti, siamo stati accanto l&#8217;uno all&#8217;altro in tante occasioni, negli scorsi mesi.<br />
A me dava quasi fastidio, a volte, questo suo essere completamente nonviolento, quel suo cercare di parlare con tutti, specialmente coi ragazzi giovani, per calmare gli animi. Ma era una persona molto determinata: «Nonviolento mica vuol dire piciu» (&#8220;pirla&#8221; in piemontese), mi disse una volta.</p>
<p><em>Nella foto: Il consigliere comunale di Villar Focchiardo (Torino), Guido Fissore, 67 anni, espressione di una lista civica No Tav, arrestato ieri all&#8217;alba</em></p>
<p>Durante la perquisizione e l&#8217;arresto, ieri, è spuntata una pericolosa arma impropria: la stampella di Guido. Avendo avuto un piede rotto recentemente, è stato infatti costretto a servirsene quest&#8217;estate. Come? Beh, lo scorso 27 giugno, quando la polizia sgomberò a forza con le ruspe il presidio No Tav, Guido era con il proprio corpo su una della barricate, a fungere, lui stesso così grande e grosso, da barricata. Aveva messo il fazzoletto sul viso perché l&#8217;atmosfera era ipersatura di lacrimogeni, ma tutti vedevano chi era. Cercarono di spostarlo a forza, lo strattonarono di peso, e lui improvvidamente colpì gli scudi di due poliziotti con la sua arma, la stampella: le ferite agli scudi dei due tutori dell&#8217;ordine sono poi state certificate dalle autorità.</p>
<p>Lo scorso agosto, partecipò a uno sciopero della fame per impedire l&#8217;allargamento del cantiere Tav in Valle Clarea. In quella occasione si incatenò al gazebo dei digiunanti: gli agenti, dopo aver tagliato la catena, lo sollevarono di peso (dev&#8217;essere un bel peso, capisco come possano diventar nervosi) e lo trascinarono distante, dopo aver buttato la sua stampella in un rovaio vicino, lasciandolo a terra pieno di abrasioni. Lo scorso otto dicembre me lo vedo arrivare vicino alla manifestazione a Susa, ma non con il suo solito bel portamento: aveva appena ricevuto un razzo lacrimogeno CS su un braccio, che era ferito, e sulle parti molli del basso ventre. «Sui coglioni, Massimo», mi disse lui ridendo. Non fece melodrammi né sceneggiate, il male era tanto, ma guarì in tempo per fare da accompagnatore davanti alla recinzione del finto cantiere per una classe di studenti in gita scolastica.</p>
<p>A volte, la potenza mediatica di un&#8217;immagine conta più di mille argomenti: l&#8217;Alta velocità è un progetto ridicolo, vecchio, dannoso, inutile, costoso, malfatto. Ma sarà una stampella, forse, che lo seppellirà.</p>
<p>Massimo Zucchetti<br />
www.ilmanifesto.it<br />
27.01.2012</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robuz.wordpress.com/1698/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robuz.wordpress.com/1698/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robuz.wordpress.com/1698/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robuz.wordpress.com/1698/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robuz.wordpress.com/1698/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robuz.wordpress.com/1698/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robuz.wordpress.com/1698/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robuz.wordpress.com/1698/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robuz.wordpress.com/1698/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robuz.wordpress.com/1698/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robuz.wordpress.com/1698/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robuz.wordpress.com/1698/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robuz.wordpress.com/1698/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robuz.wordpress.com/1698/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1698&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una manganellata qua, un blitz là&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buzz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie e politica]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Monti afferma che stiamo uscendo dalla crisi. La Merkel a Davos gli mette fretta per la riforma sul lavoro. I media la chiamano riforma per il lavoro, introducendo subliminalmente il concetto che la riforma sia per produrre posti di lavoro. D&#8217;altro canto lo stesso Napolitano, silente da quando è uscito dalle luci della ribalta Berlusconi, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1692&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Monti afferma che stiamo uscendo dalla crisi. La Merkel a Davos gli mette fretta per la riforma sul lavoro.</p>
<p>I media la chiamano riforma per il lavoro, introducendo subliminalmente il concetto che la riforma sia <em>per</em> produrre posti di lavoro. D&#8217;altro canto lo stesso Napolitano, silente da quando è uscito dalle luci della ribalta Berlusconi, non ha detto che il lavoro non deve essere un privilegio?</p>
<p>In realtà la riforma serve a facilitare i licenziamenti ed eliminare la cassa integrazione. Altrimenti gli investitori straniere non si compreranno le aziende italiane. Per questo la questione interessa tanto all&#8217;Europa. Così come le &#8220;liberalizzazioni&#8221; servono per facilitare l&#8217;arrivo di oligopoli che poi divengono cartelli, la riforma del mercato del lavoro serve a facilitare le aziende straniere, abituate a operare con maggiore libertà sugli altri mercati e che soffrono le pastoie delle leggi italiane, nate quando in questo paese esistevano e si affermavano idee che tendevano a proteggere i lavoratori.</p>
<p>Le tensioni sociali che ne scaturiranno&#8230;  abbiamo un chiaro esempio oggi, sui giornali, di come saranno affrontate: a colpi di arresti, denunce e lacrimogeni.</p>
<p><a href="http://robuz.files.wordpress.com/2012/01/rpoteste.jpg"><img class="wp-image-1693 alignleft" title="rpoteste" src="http://robuz.files.wordpress.com/2012/01/rpoteste.jpg?w=522&#038;h=736" alt="" width="522" height="736" /></a></p>
<p>Il rapporto del cittadino con lo Stato, come nel medioevo, è ridotto a quello con gli esattori delle tasse e i soldati che tengono a bada le proteste.</p>
<p>Lo Stato è Equitalia.</p>
<p>Su questo argomento: &#8220;<a href="http://pensareliberi.com/2012/01/24/equitalia-istruzioni-per-labuso-per-non-diventarne-vittime/" target="_blank">equitalia istruzioni per l&#8217;abuso</a>&#8221; un post interessante e utile.</p>
<p>Ma lo Stato è anche quello che rischiando la bancarotta decide di pagare le imprese fornitrici della Pubblica Amministrazione in titoli di stato.</p>
<p>Ovviamente, con la fame di liquidità che c&#8217;è in questo momento, le imprese avranno necessità immediata di monetizzare tali titoli, e si suppone (altrimenti sarebbe un pagamento per modo di dire) che sia possibile &#8220;scontare&#8221; in banca tali titoli.</p>
<p>La cosa non so esattamente come potrebbe avvenire. Ma è certo che avrà un costo per le imprese e un guadagno per le banche.</p>
<p>Paradossalmente, le banche italiane che sembra abbiano preso dalla BCE circa cento miliardi di euro all&#8217;ultimo prestito di 500 miliardi all&#8217;1%, potrebbero cambiarli alle imprese (con un costo) nonché tenerseli in mano. In questo modo guadagnerebbero sull&#8217;operazione pura e semplice, e in più avendo preso denaro all&#8217;1% di tasso di fatto è come se lo prestassero al 5-6% di tasso (cioè quello che attualmente viene pagato per i titoli di stato.</p>
<p>Ovviamente, lo Stato anche ci &#8220;guadagnerebbe&#8221; in quanto l&#8217;emissione di questi titoli di Stato non rientrebbe nel computo generale di quelli che è autorizzato ad emettere. Lo Stato come azienda pagherebbe i suoi fornitori. Lo Stato come comunità ne guadagnerebbe avendo messo in circolo una bella iniezione di liquidità.</p>
<p>Tutto ciò equivale, in sostanza, all&#8217;emissione di moneta. Con la differenza che qualcuno (le banche) guadagna. E qualcuno (le imprese) rimette.</p>
<p>Tutto ciò è normale. E&#8217; il modo come funzionano le cose.</p>
<p>E&#8217; che stiamo curando il male con la stessa medicina che ci ha fatto ammalare. E allora che pretendiamo?</p>
<p>All&#8217;inizio dell&#8217;anno, fra i tanti aumenti e i tagli che colpivano i cittadini c&#8217;era una sole voce in controtendenza: i trasporti pubblici per gli appartenenenti alle forze dell&#8217;ordine.  Non ho approfondito la cosa ma sono sicuro che debba esserci stata grande attenzione, nelle varie manovre, nell&#8217;evitare di irritare gli appartenenti a polizia, carabinieri eccetera.</p>
<p>Meglio tenerli buoni, perché sul fatto che sarebbero diventati sempre più importanti, nella gestione della <em>cosa pubblica</em>, non c&#8217;era dubbio.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>PS anche in sardegna <a href="http://pensareliberi.com/2012/01/25/blocco-della-sardegna-coordinamento-determinazione-e-idee-molto-chiare/" target="_blank">le proteste</a> si fanno sentire. Attendiamo le notizie delle prime manganellate.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robuz.wordpress.com/1692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robuz.wordpress.com/1692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robuz.wordpress.com/1692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robuz.wordpress.com/1692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robuz.wordpress.com/1692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robuz.wordpress.com/1692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robuz.wordpress.com/1692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robuz.wordpress.com/1692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robuz.wordpress.com/1692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robuz.wordpress.com/1692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robuz.wordpress.com/1692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robuz.wordpress.com/1692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robuz.wordpress.com/1692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robuz.wordpress.com/1692/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1692&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Riflessioni sullo sciopero dei Tir</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buzz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie e politica]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina mentre venivo al lavoro sentivo su Radio24 un&#8217;intervista dal direttore del Centro Agroalimentare di Roma, il quale parlava di un afflusso di merce diminuito del 70%. Ieri al supermercato Lidl dove ero a fare la spesa notavo la scarsità di prodotti freschi: verdure innanzitutto, ma anche carne, latte, uova. Aldilà delle considerazioni sugli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robuz.wordpress.com&amp;blog=16199993&amp;post=1689&amp;subd=robuz&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina mentre venivo al lavoro sentivo su Radio24 un&#8217;intervista dal direttore del Centro Agroalimentare di Roma, il quale parlava di un afflusso di merce diminuito del 70%.</p>
<p>Ieri al supermercato Lidl dove ero a fare la spesa notavo la scarsità di prodotti freschi: verdure innanzitutto, ma anche carne, latte, uova.</p>
<p>Aldilà delle considerazioni sugli scioperi &#8211; come la penso su di essi l&#8217;ho scritto ieri &#8211; pensavo che in questi frangenti appare in tutta la sua evidenza quanto la nostra struttura economica e sociale dipenda dal petrolio.</p>
<p>Infatti, non una sua carenza assoluta, bensì un aumento di prezzo, già determina delle evidenti crepe nella nostra organizzazione sociale. Non è un caso, a pensarci bene, che tutte le proteste che in questi giorni stanno attraversando l&#8217;Italia siano nate in settori in cui il carburante rappresenta la voce principale di spesa: i tassisti, gli autotrasportatori, i pescatori.</p>
<p>Ovviamente, oni attività produttiva necessita di energia. Essendo l&#8217;energia ricavata in larga misura dal petrolio, ogni attività produttiva risente negativamente di ogni aumento del costo dei derivati di questo, a prescindere dai motivi di tale aumento. Tuttavia è chiaro che laddove un derivato del petrolio rappresenta la materia prima fondamentale nell&#8217;esercizio dell&#8217;attività, questa risulti essere maggiormente esposta. E autotrasportatori, pescatori, tassisti, ovviamente sono fra queste.</p>
<p>Da dopo natale circa, il traffico per venire al lavoro è molto diminuito. Ne sono felice. Appena dopo l&#8217;estate, non appena riprese le scuole, impiegavo anche 40-45 minuti da casa al lavoro (alle 6,30 del mattino) e la cosa è rimasta così più o meno fino a natale, periodo in cui tradizionalmente il traffico peggiora orribilmente.  Ora ne impiego 25. Per un po&#8217; la cosa mi ha sorpreso, pensavo a qualche strana casualità. Ho chiesto anche in giro e ne ho ricavata la sensazione che il traffico sia effettivamente diminuito.</p>
<p>L&#8217;unica spiegazione possibile è che il costo dei carburanti abbia indotto più persone ad utilizzare i mezzi pubblici, o condividere mezzi di trasporto. Ma è solo la mia sensazione, legata ad una particolare zona di Roma in una precisa fascia oraria. La spiegazione potrebbe essere un&#8217;altra.</p>
<p>Vedere i supermercati semivuoti dovrebbe farci riflettere.</p>
<p>Il costo dei derivati del petrolio non credo esistano le condizioni per pensare che possano diminuire. Anzi, ci sono molti elementi strutturali e congiunturali, sul piano internazionale e locale, che fanno pensare esattamente il contrario.</p>
<p>Il nostro cibo è basato sulla disponibilità di petrolio. Alla produzione ma, soprattutto, alla distribuzione.</p>
<p>Nel 1990, il crollo dell&#8217;URSS determinò un brusco calo delle forniture di petrolio a Cuba, la quale sottoposta da tempo a embargo dagli USA, si trovò così improvvisamente a dover fare i conti con una penuria notevole di questa fonte energetica.</p>
<p>In <a href="http://www.ilconsapevole.it/articoli/la-forza-della-comunita.php" target="_blank">questa intervista</a> viene raccontato cosa avvenne nell&#8217;isola caraibica a quel punto. E&#8217; molto interessante e consiglio di leggerla attentamente. Tuttavia alcuni dati essenziali li riporto qui:  <em><strong>L’apporto calorico nella dieta passò da 2908 a 1863, quello proteico diminuì nella misura del 40%. I cubani persero mediamente dieci chilogrammi a testa.</strong></em></p>
<p>Attualmente noi non scontiamo una carenza di disponibilità di petrolio, bensì il costo più alto. Tuttavia l&#8217;esperienza cubana insegna che si può ridurre la dipendenza dal petrolio e quindi in questa fase abbassare i costi.</p>
<p>Certo il clima e l&#8217;industrializzazione, paragonando Cuba e Italia, sono ben diversi.  Però, e lo vediamo in questi giorni di sciopero degli autotrasportatori, se già si operasse per aumentare il consumo di prodotti locali a scapito delle distribuzioni a lunga distanza, sarebbe cosa saggia.</p>
<p>Si abbatterebbero i costi, si incentiverebbe la produzione agricola locale, diminuirebbe l&#8217;inquinamento.</p>
<p>Delle scelte politiche in questo senso sarebbero lungimiranti opere di governo.</p>
<p>Ma i liberisti, purtroppo, non funzionano così. Aspettano che il mercato si autoregoli. Crollando laddove i costi diventano insostenibili. E poco male se sotto quei crolli rimangono intere categorie sociali. Qualcuno riuscirà a fare i soldi anche su questo.</p>
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